Le app gratuite per smartphone scaricano la batteria velocemente?

Le app gratuite per smartphone scaricano la batteria velocemente?

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Le applicazioni gratuite per smartphone consumano la batteria più velocemente rispetto a quelle a pagamento? La provocazione (abbastanza giustificata per altro) è stata lanciata dai ricercatori americani della Purdue University in collaborazione con Microsoft. Secondo quanto evidenziato da questo studio, applicazioni che non richiedono un pagamento al momento del download scaricano la batteria velocemente. Il motivo è presto detto: essendo gratuite devono recuperare la spesa dello sviluppo dalle pubblicità, che tartassano l’utente collegandosi al web. Inoltre si geolocalizzano – come nel caso delle apps dei social network – attivando il GPS, un vero succhia-energia.

Ci sono due tipi di applicazioni gratuite, secondo quanto affermato dai ricercatori della Purdue University in collaborazione con Microsoft. La prima è quella delle apps gratuite come i giochi in versione Lite che non sono completi oppure lo sono e però sono pieni di pubblicità cliccabili sul display. Queste ads richiedono una connessione al web e possono essere premute inavvertitamente.

Per questo motivo lo smartphone dell’utente deve spendere più energia per collegarsi alla rete. La seconda grande categoria è quella delle applicazioni che richiedono geolocalizzazione ossia in generale quelle dei social network come Facebook, Twitter, Foursquare, Gowalla e compagnia bella. Tutte applicazioni, anche in questo caso, completamente gratuite da scaricare.

E’ stato calcolato che queste applicazioni comportano un aumento del consumo energetico del 75% rispetto alle tradizionali a pagamento, per i motivi sopra elencati. Il team della Purdue University ha lavorato a stretto contatto con Microsoft e dunque qualcuno ha storto il naso, ma ricordiamo che buona parte delle apps di Redmond multipiattaforma come ad esempio Hotmail o Skydrive non sono a pagamento. Però non richiedono gelocalizzazione né inseriscono advert pubblicitari.

Ovviamente il fenomeno riscontrato è applicabile a tutti i sistemi operativi dunque iOS per iPhone, iPod Touch e iPad, Android per smartphone e tablet con l’OS di Google, Blackberry OS di Rim e Windows Phone di Microsoft. Viene preso come esempio Angry Birds: solo il 20% dell’energia richiesta serve per il gioco, il 45% per localizzazione e pubblicità. Stesso dicasi per Facebook, che prolunga la connessione dei dati necessari più del dovuto, fino a 10 secondi – con la cosiddetta 3G-tail – con costi aumentati per gli utenti e spreco di batteria.

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Mer 21/03/2012 da in

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